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Mercedes 350 SL, eterna youngtimer

Autore: Michele Di Mauro · Credits Ph: Michele Di Mauro

8 Settembre 2021
Mercedes 350 SL, eterna youngtimer

Quando, alla fine degli anni sessanta, arriva il momento di rinnovare la prestigiosa serie SL W113, in Mercedes si suda freddo. Il compito è arduo e di grande responsabilità: la gamma SL è già tra le più popolari della produzione della casa di Stoccarda; la prima serie, declinata nelle varianti 190 e 300, che include la celebre coupé “ali di gabbiano”, e la seconda con le 230, 250 e 280 “Pagoda”, così ribattezzata per l’insolita sagoma dell’hard top, sono ancora oggi tra le Mercedes sportive più iconiche di tutti i tempi. E quando arriva il momento di rimpiazzarla, la “Pagoda” è ancora molto apprezzata e venduta. Merito della linea senza tempo, del comportamento stradale brillante, piacevole e pastoso, dell’elevata qualità costruttiva.

Il peso degli anni però si fa sentire, soprattutto alla voce tenuta di strada, parecchio impegnativa sui fondi umidi e scivolosi. Su una vettura di prestigio il ponte posteriore a bracci oscillanti con ammortizzatore di compensazione centrale rappresenta una soluzione troppo antiquata per affrontare il nuovo decennio. A questo si somma l’imminente entrata in vigore delle nuove normative in materia di sicurezza stradale per il mercato nordamericano, da sempre terreno d’elezione per le sportive tedesche.

Per questo a fine 1967 si avvia lo studio delle nuove coupé e roadster, sigle di progetto R107 (roadster SL) e C107 (coupé SLC), le cui differenze rispetto alla versione aperta consistono essenzialmente nel passo allungato, nell’abitacolo a quattro posti e nella carrozzeria chiusa. Un lavoro di progettazione e sviluppo certosino che richiederà circa tre anni e mezzo.


La nuova vettura viene infatti presentata nell’aprile del 1971 in versione 350SL. Più robusta, stabile, grande, ma soprattutto bellissima, la R107 sacrifica la particolarità del tetto rigido concavo che aveva caratterizzato la versione precedente a favore di linee più moderne e filanti. Un misto di eleganza e sportività senza tempo che le permetteranno di resistere in listino per ben 18 anni, con aggiornamenti costanti che riguarderanno molto più la meccanica che l’estetica.

La nuova scocca più grande e robusta poi fa letteralmente scuola, tanto da valere alla R107 il soprannome di “panzerwagen” (autoblindo); una peculiarità che, per contro, presenta il conto sulla bilancia (oltre 1500 kg), costringendo gli ingegneri tedeschi a predisporre il montaggio di motorizzazioni più generose rispetto al passato. Per questo la serie 107 debutta con la 350 SL equipaggiata col V8 M116 a iniezione da 3.5 litri e 205cv, abbinato a un cambio meccanico a 4 marce o, in alternativa, ad un automatico a 3 rapporti.

Negli Stati Uniti, dove la vettura debutta il luglio seguente, la R107 venne lanciata in versione 350 SL 4.5, in quanto equipaggiata da un V8 da 4.5 litri. Le più stringenti normative antinquinamento americane infatti avrebbero reso decisamente inadeguato il tre litri e mezzo della versione europea; basti pensare che il 4.5 omologato negli USA eroga appena 195 cavalli, pochi anche per l’epoca e comunque meno della versione europea di minor cubatura.

Confortevole e lussuosa, la R107 risolve degnamente i problemi di stabilità della vecchia W113. All’impostazione meccanica tradizionale con motore longitudinale anteriore, trazione posteriore e sterzo a circolazione di sfere (servoassistito), la nuova nata abbina un moderno avantreno a ruote indipendenti con quadrilateri articolati, molle elicoidali e barra stabilizzatrice e un retrotreno a bracci diagonali, anch’esso con molle elicoidali e barra stabilizzatrice, completando il quadro con freni a disco autoventilati su tutte le ruote. Un quadro che innalza nettamente il livello generale della guidabilità e della stabilità, grazie anche al passo piuttosto lungo per una spider a 2 posti: 246cm.

Un’impostazione dinamica che in breve fa montare il desiderio di maggiori prestazioni: già nel 1972 viene presentata la versione 450 SL, spinta dallo stesso V8 a iniezione da 4520 cc della versione USA, ma libero da vincoli sulle emissioni e quindi in grado di erogare 225 cv, abbinato ad un cambio automatico a 4 rapporti.

La gamma non cresce però solo al rialzo: nel 1974, in seguito alla crisi petrolifera, la casa lancia la “piccola” 280 SL, equipaggiata col bialbero M110 da 2,8 litri per 185 cavalli, abbinato ancora ad un cambio a quattro marce. Per avere la quinta marcia ci vorrà il febbraio del 1980, in concomitanza con un leggero restyling interno. Per l’occasione le motorizzazioni superiori in ghisa lasciano posto a nuove unità in lega leggera:  la 350 SL viene sostituita dalla 380 SL con motore da 3818 cc e 218 cv, mentre la 450 SL viene rimpiazzata dalla 500SL da 4973 cc e 240 cv, riconoscibile per la verniciatura a contrasto sulla parte bassa della carrozzeria e per il piccolo alettone in plastica nera sul baule posteriore.


L’anno seguente arrivano nuovi aggiornamenti meccanici per migliorare rendimenti e consumi, che diventano più corposi nel 1985, quando si procede anche ad un nuovo ulteriore restyling degli interni. La 280 SL cede il passo alla 300 SL (2962 cc per 182 cv) mentre la 380 SL viene sostituita dalla 420 SL (4196 cc per 218 cv), con la possibilità di ordinarle anche in versione catalizzata. Modifiche di dettaglio per la top di gamma 500 SL, che guadagna un piccolo spoiler anteriore e 5 cavalli di potenza in più.

Va invece diversamente oltreoceano. Quello statunitense è infatti tradizionalmente il mercato di riferimento per la serie SL, e infatti due terzi della produzione totale della R107 riceveranno un passaporto a stelle e strisce. Le SL destinate al mercato USA si distinguono dalle sorelle europee per alcuni particolari estetici, tra cui spiccano i fanali anteriori sdoppiati, i paraurti ad assorbimento d’urto (molto più sporgenti) e la terza luce di stop sul cofano posteriore.

La gamma motori americana ricalca in linea di massima quella europea, con le inevitabili penalizzazioni in termini di potenza causate dall’adozione dello scarico catalizzato. Le cose si fanno interessanti quando, nel 1985, la “fiacca” 420 SL viene sostituita dalla 560 SL, il cui propulsore da 5,6 litri da 227 cv, mai venduto ufficialmente in Europa, sfodera una godibilissima coppia massima di 373 Nm a 3250 giri/min.

Abbiamo scelto di fotografare per Agorauto questo bell’esemplare di 350 SL, conservato con soli 112mila km, perché appartenente ai primi lotti di produzione. È una vettura del 1971, anno di lancio del modello, e quest’anno ha compiuto 50 candeline tonde. È un esemplare emblematico della sorte della R107: una linea tanto longeva e fuori dal tempo da farla sembrare ben più giovane di quanto sia in realtà. La prova è che raramente si vede una 350 SL agli eventi per auto storiche: per molti appare paradossalmente “troppo moderna”. E in effetti, con le sue linee tese e pulite, all’epoca sicuramente lo era. Basti pensare che la più accreditata concorrente inglese dell’epoca era la ben più barocca, capricciosa e ormai vetusta Jaguar E-Type. Una sensazione rafforzata ulteriormente dal fatto che chi oggi ha superato i 50, ricorda che alle soglie degli anni novanta era ancora possibile ordinare una R107 negli autosaloni con la stella.

Il rovescio, positivo, della medaglia di una vettura che sembra meno classica di quanto non sia in realtà, è che oggi la 350 SL è tra le storiche dei primi anni settanta più piacevoli, affidabili e godibili che si possano acquistare. A prezzi tutto sommato ragionevolissimi, come dimostra questo esemplare, venduto proprio qui su Agorauto. Vellutata, piena, solida, restituisce tutta la qualità, progettuale e costruttiva, di quelle Mercedes che gli appassionati del marchio tuttora rimpiangono.

Tags: 350 SL, classic, Mercedes, R107, Roadster, youngtimer



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