Fiat 600 Jungla. Restaurata. Portiere removibili. Parabrezza reclinabile. Completa di cappottina originale. Molto rara. Targhe originali Torino.

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Quadrante Contachilometri – PIAGGIO per Vespa Rally180 (VSD1T), Rally200 (VSE1T), Sprint, PRIMAVERA 125 – 120km/h.

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Carburatore – DELLORTO/SPACO 20/15D SI per Vespa 125GT, Sprint150, GTR125, VNB, VBB, GL150, Super.

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Valutiamo permute con veicoli a due e quattro ruote.

 

Partiamo dal fatto che caratteristiche come fantasia, ingegno e senso estetico, erano e sono tratti distintivi del popolo italiano. In campo ingegneristico queste capacità hanno permesso ai marchi italiani, soprattutto subito dopo la Seconda guerra mondiale, di avere molto successo nel campo dell’Automotive. La Fiat già allora era conosciuta in tutto il mondo, ne è l’esempio più calzante. Questo grande Marchio permise ad altre molte realtà autoctone di poter emergere, ed una di queste fu proprio la Fever. Il nome e l’acronimo della – Ferrari veicoli speciali – dove, per la prima volta nella storia, il nome Ferrari non è associato al famosissimo Enzo ma all’Ing. Carlo Ferrari ideatore di questo fantastico veicolo.

A metà degli anni ’60 il boom economico fece esplodere letteralmente le vendite di auto e veicoli da lavoro, questo creò una grande opportunità anche per tanti piccoli costruttori come Fever.

Fu proprio nel ’66 che al salone dell’Automobile di Torino fu presentato il primo ed ultimo veicolo prodotto dalla Fever, il Ranger.

Questo simpatico mezzo era davvero funzionale. Piccolo, scattante e dalla facile manutenzione entrò subito nelle grazie dei professionisti dell’epoca.

Grazie alla generosa altezza dal suolo ed al blocco del differenziale, il Ranger, riusciva a percorrere facilmente salite e stretti sentieri di campagna. Questo, visto le poche strade asfaltate di allora, permise a professionisti quali medici di base, veterinari, corrieri ecc, di raggiungere posti più impervi con facilità e possibilità di carico.

Realizzata sulla base Fiat, utilizza molte parti meccaniche del marchio, da questo deriva la sua grande affidabilità e le sue ridotte dimensioni.

 

La Fever Ranger che propone Biga Garage è un fantastico esemplare del 1968 di colore rosso Ferrari, la vernice è molto bella e meccanicamente si presenta in perfette condizioni. Oltre al tendalino estivo presente in foto abbiamo anche la sua copertura originale completa di laterali ancora molto bella.

Agilissima in ogni percorso, comoda e arrampicatrice nell’anima, questa piccola Ranger, ha ancora tanto da dimostrare.

 

Vi invitiamo a venire nel nostro salone altrimenti, in alternativa, potete contattarci sia telefonicamente sia sui nostri canali WhatsApp, Skype, Microsoft Team, Google Meet e Zoom, per fare una Videochiamata con un nostro esperto. Potremmo raccontarvi la storia del mezzo mentre guardate in diretta ogni piccolo dettaglio.

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(English description below)

 L’auto che proponiamo è un Volkswagen “Maggiolone” 1302S, vetro piatto del 1971, preparato per i rally storici secondo specifiche FIA Gruppo 2, con cura e attenzione da un appassionato greco che ha corso il Rally dell’Acropoli nel 2009: sono stati selezionati i migliori specialisti tra l’Inghilterra e la Svezia per costruire questo “Volkswagen-Porsche Salzburg Kafer” con le migliori specifiche. Dopo la sua proprietà, l’auto è andata in Francia nel 2015 dove non è mai stata utilizzata per poi arrivare in Italia dall’attuale proprietario nel 2017.

La carrozzeria è stata restaurata e riverniciata nel colore Blu Marathon con cofani neri, effettuando i rinforzi nei punti cruciali. E’ stato installato un rollbar integrale secondo normative FIA costruito da uno specialista tedesco che ha anche montato una duomi per rinforzare l’avantreno, unitamente ad una barra antirollio.

Sono state montate molle con taratura sportiva (Apex) unitamente agli ammortizzatori Koni, sia all’avantreno che al retrotreno. I tamburi posteriori sono leggermente più grandi rispetto a quelli di serie, derivati dal pullmino VW; sono anche stati installati tubi freno di tipo aeronautico.

Il raffreddamento dell’olio è assicurato da due radiatori, uno frontale e un secondo sotto i sedili posteriori per mantenere la corretta temperatura, parametro molto importante in questo tipo di motori. Il motore è stato costruito da zero, dal monoblocco sino all’ultima vite. Il monoblocco ospita pistoni forgiati da corsa oltre alla testata ed altri componenti, provenienti da Germania e Stati Uniti. L’ottimizzazione dei flussi nelle testate è opera di uno specialista in questi motori VW raffreddati ad aria, Johanes Person (JP Motosport), il quale ha anche progettato e fornito uno speciale albero a cammes. I carburatori sono Weber da 44 con filtri sportivi K&N; tutti i componenti impiegati sono stati scelti per l’obiettivo di ottenere le massime prestazioni unitamente all’affidabilità: il risultato è una potenza di 105 cv con una coppia di 143 Nm. Alla trasmissione originale è stato abbinato un differenziale autobloccante Quaife. Uno scarico da corsa è stato costruito ad hoc in Inghilterra grazie alla collaborazione tra i tecnici greci, lo specialista svedese e i produttori di scarichi da corsa inglesi, “Turbo Thomas handcrafted exhausts”.

I finestrini originali ed il lunotto sono stati sostituiti con quelli in Perspex; anche i pannelli porta sono stati sostituiti con gli analoghi in kevlar per alleggerire l’auto. L’impianto elettrico specifico, con fusibiliera portata sul cruscotto, e la doppia pompa benzina sono alcuni degli accorgimenti installati per l’uso agonistico. Nel cruscotto originale sono stati installati il tachimetro, il contachilometri, il manometro pressione olio, il voltmetro poi due termometri dell’olio, nel serbatoio e nel motore. Davanti al sedile del navigatore si trova il tripmaster (Branz), un riscaldamento elettrico e la lampada legginote. Doppio impianto d’estinzione (fisso e brandeggiabile), sedili e cinture validi fino al 2022.

L’auto è dotata di secondo set di cerchi EMPI in alluminio a 8 razze (come quello attualmente montato) oltre ad un set di cerchi in ferro, ideale per pneumatici chiodati o da pioggia.

Targhe e libretto italiani, fiche FIVA, passaporto regolarità ACI Sport, HTP FIA scaduto qualche mese fa, solo da rinnovare.

Vettura affidabile, ideale per regolarità sport, gare di lunga durata o rally: visibile a Padova previo appuntamento. Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

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1971, 1302S “Volkswagen-Porsche Salzburg Kafer”, prepared for historic rallies according to FIA G2 Touring Competition rules: this car was prepared with care and attention by an enthusiast from Greece who took part to the Acropolis Rally in 2009: the selected some specialists from England and Sweden to build this racing Beetle with the best specifications. After his ownership the car was purchased in 2015 from a collector from France who never used the car, then arrived in Italy in 2017 to the current owner.

The body was restored and painted, the wings were welded in the crucial points. A full roll cage FIA approved was constructed by a specialist and the strut bar was placed between the upfront ends of the front shock absorbers and also an antirollbar (from USA) was placed on the front. Racing springs (Apex) and shock absorbers (Koni) were fitted all around. Racing pads on the front disc brakes were fitted as well as slightly larger drums (from VW van) on the rear brakes with racing circuits and brake fluid.

Two special oil coolers, one in front of the car and one under the rear seat were placed to keep the temperature right. The engine was fully rebuilt, from the case to the last screw. It has racing components, as forged pistons, cylinder heads, etc from Germany and USA. The optimizing of the cylinder head air flow was made in Sweden by a “guru” of air cooled VW engines, Johanes Person (JP Motosport) who even provided a very special camshaft designed and modified for this purpose. A brand new limited slip differential from England (Quaife) was also installed and a custom racing exhaust was built in England after collaboration between the Greek engineers, the Swedish specialist and the English racing exhaust makers, “Turbo Thomas handcrafted exhausts”, specialist for VWs.

Two brand new carbs Weber 44 with K&N filters with all the other necessary for engine and mechanical parts were selected and fitted with only target to have the best racing performances of this Beetle: the result is an output of 105hp with a torque of 143 Nm.

Perspex side windows and rearwindow together with kevlar covers inside the doors were fitted for lightening purposes. Electrical circuits and equipment as the twin fuel pumps were fitted according to racing requirements. A set of instruments (tacho ,speedo, oil pressure, oil temp, engine temp, voltage) were placed into a special alu frame. A tripmaster (Branz), a reading light and an electric heater were also mounted for rally purposes. Hand-operated extinguisher and extinguisher system, seats and harnesses valid until 2022.

The car comes with a second set of 8 spoke EMPI aluminium wheels tegether with a third set of steel wheels, for studded or rain tires.

Italian title and license plates, FIVA and ACI Sport regularity passports; the FIA HTP recently expired, it just needs to be renovated.

Very reliable car, ideal for regularity sport races, marathons or rallies: it can be seen in Padova by appointment.  Further details on www.gulfblue.it

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(English text below)

 Lotus Elise Motorsport, numero 055, acquistata nuova nel Marzo del 2001 dal primo ed unico proprietario italiano che la impiegò per correre, tuttavia solo in due competizioni: la 6 ore di Vallelunga ed una gara a inseguimento al Motorshow di Bologna. Si tratta dell’esemplare numero 55 di 60 totali prodotti, venne consegnato assieme ad una seconda Motoesport di colore giallo che ha corso per molti anni in Italia. L’auto in oggetto, invece, è rimasta ferma fino ad oggi, quando è stata sottoposta ad un rialzo completo. 

Con meno di 10 ore di attività, questo esemplare è sicuramente l’Elise Motorsport più sana ed originale arrivata fino ai giorni nostri. Costruita nel reparto Motorsport, si tratta di una vera auto da corsa, differente dalla Exige, modello nato grazie all’esperienza maturata proprio con le Motorsport, impiegate in un campionato monomarca in Inghilterra; le auto che correvano in questo monomarca avevano il posto di guida centrale, peculiarità che ne vietava l’uso in classe GT: per questo motivo l’esemplare in oggetto venne specificamente ordinato con la guida a sinistra. 

Sono 19 gli esemplari con posto di guida a sinistra, 16 con guida a destra e le rimanenti 24 con posto di guida centrale: delle guida a sinistra 12 vennero vendute negli USA, un paio in Giappone, due in Italia e le rimanenti in Inghilterra.

Le due auto italiane, tra cui questa, ottenuta l’omologazione in GT poterono dimostrare l’ottimo potenziale della piccola inglese: il motore Rover K 1800 venne portato ad una potenza di 200 cavalli e, abbinato ad un cambio ravvicinato a innesti frontali con differenziale autobloccante, spingeva al limite l’Elise con il suo peso inferiore a 700 kg. L’auto usciva con il rollbar integrato, cerchi leggeri in alluminio, vetri laterali e parabrezza in Perspex, alettone posteriore in carbonio e splitter anteriore maggiorato, ripartitore di frenata, strumentazione Stack con acquisizione dati, sedile originale Recaro Lotus Sport con cintura a 6 punti, volante MOMO originale removibile, impianto d’estinzione con comandi interni ed esterni integrati oltre ad uno specifico scarico sportivo. Come si evince dal certificato d’origine, il cliente ha fornito a Lotus Sport il serbatoio di sicurezza in gomma ed il kit per la doppia pompa freni.

Ancora con la sua prima vernice e tutti i componenti di primo equipaggiamento, l’auto viene consegnata con il certificato d’origine Lotus, il contratto d’acquisto e la documentazione delle gare svolte.

A corredo sono disponibili alcuni ricambi.

Vettura visibile previo appuntamento a Bologna. Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

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 Lotus Elise Motorsport, number 055, delivered new in March 2001 by the first and unique italian owner who entered the car on just two races: the 6 hours of Vallelunga and a “time attack” race at the Bologna Motorshow. It is the number 55 of 60 cars totally produced, purchased with a second yellow car that raced for many years in Italy. This example on the contrary remained stored into the garage for many years, till now, fully overhauled.

With less than 10 hours of activity, this is no doubt the most original and preserved Elise Motorsport that you can get in 2020. Built in Motorsport department this is a true race car, different by the Exige the model born thanks to the experience of this model used on a one make serie in UK: these cars had the central driver seat, peculiarity that forbad the use in GT class. For this reason this car was specifically ordered with left driver seat.

Just 19 cars were produced with left driving position: 12 were sold in USA, a couple in Japan, two in Italy and the others remained in UK. Other 16 cars had the right driving position and 24 had centre seat.

The two italian cars obtained the GT homologation then they demonstrated all its potential: the Rover K engine 1.8 reached a top power of 200 hp, paired with a dog clutch gearbox and limited slip differential pushed to the limit the Elise which weighted less than 700kgs. The car came with fully integrated Safety Devicesrollcage, Speedline lightweight alloy wheels, Perspex side glasses and windshield, adjustable carbon rear wing and large front splitter, integrated fire system, external and internal kill switches, adjustable brake bias,, Stack dashboard with data log, Recaro Lotus Sport original seat with 6 points harnesses, MOMO steering wheel with quick release boss and sport exhaust system. According to the Certificate provenance, the customer supplied the twin brake pump kit and the bag fuel tank.

Original body with first paint and first equipment components: the car will be delivered with Lotus certificate of authenticity, bill of sale and photos of the races.

Some spares available.

This car could be seen in Bologna by appointment. More details on www.gulfblue.it

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(English text below)

 L’auto mai nata che forse avrebbe maggiormente appassionato il pubblico: la versione Coupè della Mangusta voleva in parte risolvere le critiche sullo stile controverso della Biguà disegnata da Marcello Gandini con un muso ed una coda meno complicati, più filanti; altra particolarità di questo prototipo è il padiglione posteriore fisso, più lungo, armonizzato nella coda, pur mantenendo il tetto apribile tipo targa.

Prodotta nel periodo di transizione tra la produzione De Tomaso e Qvale, questo prototipo Mangusta venne presentato al Salone di Ginevra nel 2000, in un elegante verde inglese; in seguito l’auto venne riverniciata in grigio metallizzato per evitare il favore dei giornalisti ed essere usata come muletto per testare un motore più potente con soluzioni maggiormente votate alla guida sportiva che gli europei avrebbero sicuramente preferito.

Le sorti dell’azienda non concedettero un seguito a questo modello e l’auto venne ceduta nel 2002 all’attuale proprietario, assieme al prototipo rosso De Tomaso Mangusta. I componenti in gesso, legno e materiali compositi con cui l’auto era stata costruita a soli scopi promozionali hanno necessitato un completo restauro recentemente concluso, in cui nel grande finto lunotto posteriore in vetroresina è stata apportata un’apertura per migliorarne l’uso, seppur limitato, su strada.

Si tratta di prototipo con molti particolari visibilmente artigianali e costruiti per funzioni unicamente estetiche: tuttavia l’auto è funzionante e sembra aver percorso circa 10.000 km come muletto per vari collaudi. L’attuale proprietario, a partire dal 2002, non l’ha mai usata se non per una breve prova al momento dell’acquisto e per un collaudo a restauro recentemente ultimato. L’auto si presenta con le targhe originali e può essere iscritta ASI.

Al momento della pubblicazione del presente annuncio stiamo ancora svolgendo ricerche storiche per approfondire la storia dell’esemplare.

Vettura visibile previo appuntamento a Bologna. Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

Note sul modello:

La Qvale Mangusta è stata costruita in circa 270 esemplari (alcuni dicono 270, altri 272) tra la fine del 1999 ed 2001. Nonostante il nome e la sede fossero di origine americana (San Francisco, per la precisione), la sua sede era in Emilia, a Modena. Dal nome di può capire il legame con un’altra casa modenese di DNA straniero a cui si devono le origini di questa inusuale vettura: la nuova Mangusta infatti doveva essere un omaggio che Alejandro De Tomaso avrebbe dedicato alla sua prima De Tomaso Mangusta, GT ad alte prestazioni costruita tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70.

Il progetto infatti venne presentato al salone di Ginevra nel 1996  come “Biguà”: i nome cambiò presto, nel momento in cui la famiglia Qvale, importatrice di molti marchi di prestigio negli Stati Uniti finanziò il progetto a De Tomaso, purché avesse usato un nome nella storia del marchio, Mangusta appunto. Kjell Qvale assieme al figlio Bruce, era importatore Maserati negli Stati Uniti dagli anni ’70 e stretto collaboratore di Alejandro De Tomaso: fu uno dei fondatori del Salone dell’auto di San Francisco, importatore Jaguar, Austin Healey e Rolls Royce nella costa ovest, è anche il progettista del mitico “cavatappi” nel circuito di Laguna Seca.

 Il progetto era ispirato alle inglesi TVR, apprezzate dal capo progetto Ingenger Giordano Casarini che immaginava un telaio semplice su cui montare un collaudato V8 americano: in aggiunta il progetto italiano presentò un nuovo sistema di apertura del tetto che permetteva di trasformare l’auto da coupè a targa a cabrio: il “Roto-top”.

La famiglia Qvale stava raccogliendo numerosi ordini negli Stati Uniti, dato che per le caratteristiche dell’auto sarebbe stato quello il mercato di riferimento, quando i problemi finanziari di De Tomaso divennero incolmabili: Qvale decise quindi di assumere la gestione del progetto, chiamando l’auto Qvale Mangusta, producendola a Modena e commercializzandola prevalentemente negli Stati Uniti.

Tuttavia, l’auto che avrebbe dovuto risollevare la De Tomaso dalla crisi, non ebbe maggior fortuna nelle mani americane: oltre ai problemi finanziari l’auto non incontrò grande interesse in Europa dove si scontrava con mostri sacri già molto più avanzati tecnologicamente; anche la Qvale fu così costretta a cessare la produzione dopo nemmeno 300 esemplari prodotti.

In realtà il telaio si rivelò abbastanza rigido, l’auto montava quattro potenti e progressive pinze Brembo ed il poderoso V8 small block della Ford Mustang Cobra garantiva 322 cavalli.  Il passo lungo permetteva una perfetta distribuzione dei pesi 50:50, che resero l’auto piacevole da guidare nonostante i circa 1400 kg, merito delle sospensioni a doppio quadrilatero che le conferivano una guida divertente con tanto di sovrasterzo di potenza. Essendo stata commercializzata negli Stati Uniti, ancora adesso l’auto rispetta tutte le norme federali di sicurezza ed inquinamento.

Lo stile venne curato da Marcello Gandini, già collaboratore di De Tomaso con la Pantera, ma famoso soprattutto per le Lamborghini Miura e Countach oltre all’indimenticata Lancia Strato’s: si può ritrovare la sua “firma” nel passaruota posteriore con il taglio obliquo. Nonostante fosse ispirata alle linee di certe muscle car americane, l’auto presentava alcuni punti poco riusciti che ne decretarono un giudizio negativo all’epoca del lancio: a distanza di anni, in realtà, le minigonne, le prese d’aria laterali ed i fari posteriori nascosti dalle griglie denotano un periodo stilistico ben preciso il cui giudizio le rende finalmente maggiore giustizia.

Nell’abitacolo si trovano molti componenti di origine Ford (che garantiscono oggi un facile approvvigionamento nei ricambi), incastonati in una finitura artigianale in pelle: la dotazione ricca comprende sedili elettrici, chiusura centralizzata, vetri e specchietti elettrici, ABS e aria condizionata.

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 This car never born officially but it would have probably had a good success: it was the Coupè version of the Mangusta, studied to solve the problems on the disputable style of the Biguà by Gandini: the front and the rear were less “complicated”, more sleeks; another peculiarity is the absence of the “Roto-top” changed with a longer and armonized rear window, still keeping the targa roof.

It seems to have been produced during the period in the middle between the De Tomaso and the Qvale production and was shown at the 2000 Geneva Auto Show in green metallic; then the car was repainted in silver metallic (to not be chosen by journalists!) and used as a test-car for a more powerful engine and performing solutions, maybe to encounter the demanding european customers.

The bad destiny of the company stopped the development of this car which was sold in 2002 together with the prototype of the De Tomaso Mangusta. Parts made of plaster, wood and fiber composites needed to be repaired and the car was fully restored: it was even fully repainted in green and the false window had been partially opened for an easier road use.

It is a prototype born just as a show car, with many handcrafted parts but is perfectly running and it seems to have been driven for more than 10000kms as a test car. The current owner drove it just for a quick test in 2002 then for another test after the restoration.

The car comes with italian license plates and purchase invoice. We are still working on historical researches to know more about this car.

This car could be seen in Bologna by appointment. Further details on www.gulfblue.it

Historical notes:

The Qvale Mangusta was produced in almost 270 cars from 1999 to 2001. Name and company were from San Francisco but the factory was located in Modena.  By the name of the model you’ll understand that its origin is tighten to another DNA: the Mangusta would have been the hommage made by Alejandro De Tomaso to his first Mangusta, a GT presented in late 60’s. At first it was presented under the name of “Biguà” at the 1996 Geneva motor show, but we know it as “Qvale Mangusta” because Qvale family, the US importer for many European prestige cars noticed the car and provided funding to develop the show car into production car, which would be called “De Tomaso Mangusta” instead. Kjell Qvale, with his son Bruce, was the Maserati importer for the States since the 70’s: he also funded the San Francisco auto show, imported Jaguar, Austin Healey and  Rolls-Royce and designed the “corkscrew” corner at Laguna Seca raceway.

Inspired by the british TVR, Ing. Casarini chief designer, imagined a simple chassis based on a Ford V8: then they added a very special retractable roof, the “Roto-top”,which could transform the car from coupe to convertible or targa:

Qvale was was receiving a strong demand from the US market, the car was very suitable for that market but De Tomaso increased its financial problems and Qvale finally took over the project in 2000, going into production under the name Qvale Mangusta. Qvales expected to produce 900 Mangustas in 2001, but that did not come true. Market reaction to the car was poor, probably due to its general inability to match Porsche, Ferrari and other european sports cars. After less than 300 examples produced, the production ceased.

The “new” Mangusta handling was pretty good thanks to a very rigid chassis, 50-50 weight distribution, all double wishbones suspensions, strong Brembo brakes, powerful and progressive. It rode well with an excellent body control and a power oversteering to play with, thanks to a V8 engine with 322hps from the Ford Mustang Cobra. Its 2670mm wheelbase was among the longest for a 2-seater and enabled the big V8 to be positioned virtually completely behind the front axle and resulted in a perfect front-to-rear weight distribution. The stock V8 inherently complied with Federal emission standards. Qvale also engineered the car to satisfy Federal safety laws.

The styling was penned by Marcello Gandini, the father of the Pantera, Lamborghini Miura, Countach and various Maseratis: the angular shape of rear wheelarches, was his signature. Its shape echoes the american muscle cars in the big side skirts, the side air intakes and the rear lamps covered by the grid: at the time it didn’t convince but now we can find a precise style of the mid 90’s was maybe appreciate more.

Inside there are many components derived by Ford production cars (which is a good resource for spare parts), mounted into a full leather interior comprehensive of air-conditioning, power seats, windows and mirrors, ABS and remote control lock.

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(English text below)

 Fiat 500 C “Topolino” di colore grigio medio con interni beige, immatricolata nuova il 2 Dicembre 1952 a Brescia, per poi essere  trasferita a Ferrara nel 1960 dove fu ritargata con gli attuali documenti.

 Restaurata dall’attuale proprietario seguendo le indicazioni del Signor Bergami, meccanico, che nel 1953 (25-26 Aprile) partecipò alla 1000 Miglia con il numero 19 con una Topolino gemella di quella in oggetto, in coppia con Poggioli. L’equipaggio si ritirò sulla Futa per la rottura di un pistone.

 Dall’auto che partecipò alla “corsa più bella del mondo” prelevati numerosi componenti attualmente installati nella vettura, del tutto identica alla precedente, tra cui: il contagiri, il termometro dell’acqua la lampada leggi-note, fari supplementari, stemmi e fregi oltre a quattro cerchi sportivi Fergat.

Il motore – brillante e pronto – è stato elaborato con le seguenti caratteristiche: collettore di aspirazione e scarico per i due carburatori Weber, albero di distribuzione portante con camme più approfondite, valvole di aspirazione e scarico maggiorate, luci della testata maggiorate, condotti di aspirazione lucidati, coppa olio motore di tipo sportivo, maggiorata ed alettata, scarico sportivo.

Gli interni si presentano in ottime condizioni di conservazione, così come la carrozzeria.

Per quanto riguarda l’impianto di illuminazione, l’auto è in regola con il codice della strada.

 Iscrivibile a tutte le manifestazioni di regolarità, tra cui la 1000 Miglia, con coefficiente 1,25. Vettura visibile a Bologna previo appuntamento.

Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

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 Fiat 500 C “Topolino”, grey over beige interior, registered new in Brescia the 2nd December 1952 then sold to Ferrara in 1960, where it had the current documents and title.

 It has been restored by the current owner under the experience of his mechanic, Mr. Bergami, who took part to the 1953 edition of the 1000 Miglia with a Topolino – number 19 – completely similar to this car; his team-mate was Mr. Poggioli. Car number 19 retired from the race at Futa pass due to a pistol break down.

From that first 1000 Miglia Topolino, Mr. Bergami re-used many components on this 500C, to make it completely as the original: for example, the car mounts the rev-counter, the water temperature gauge, the co-driver lamp, three headlights, badges and four sport Fergat wheels.

The engine, brilliant and sporty, had been overhauled with these specs: intake and exhaust manifold for two Weber carbs, load-bearing camshaft, larger intake and exhaust valves, larger head manifolds, polished intake ducts, larger wet sump and sporty exhaust.

The interior is original and preserved, as the body and the electrical system, according to current traffic laws.

This car can attend the most important regularity races as the 1000 Miglia with coefficient 1,25. It could be seen in Bologna by appointment.

Further details on www.gulfblue.it

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(English text below)

La Porsche 911 qui proposta è una delle prime S prodotte, precisamente il 22 Novembre 1966 e consegnata a Ravenna al primo proprietario all’inizio del 1967. L’auto venne ordinata nel colore “Polo red” con interni in finta pelle e tessuto pied-de-poule bianco e nero; unici due optional erano il riscaldamento supplementare Webasto e le cinture di sicurezza.

Dopo vari passaggi di proprietà, l’auto è stata utilizzata per gare storiche in configurazione 911 ST, prima di essere sottoposta ad un restauro integrale ed essere preparata con specifiche FIA G1 GTS (Gruppo 4) 1970 dall’attuale proprietario.

L’auto conserva tutti i particolari delle 911 “passo corto” come le portiere ed il cofano posteriore originali (con la marcatura delle ultime tre cifre del numero seriale presenti), gli strumenti con fondo verde, i vetri e gran parte dei lamierati originali. La carrozzeria è stata interamente sverniciata, sottoposta a trattamento di cataforesi e riverniciata nel suo colore originale, allargando leggermente i parafanghi posteriori per poter ospitare i cerchi da 7 pollici, come previsto da regolamento. A parte il cofano anteriore in lamiera, conservato separatamente, è attualmente montato un cofano in vetroresina con foro centrale per il serbatoio del carburante tipo “endurance” con imbocco rapido, su cui sono applicati due fari di profondità Cibié.

Motore e cambio, matching numbers, sono stati integralmente revisionati e preparati secondo specifiche: in particolare il motore monta teste a doppia accensione, doppio radiatore anteriore, condotti lucidati, albero, bielle e pistoni equilibrati e curati nei minimi dettagli. Il cambio monta il differenziale autobloccante con coppia conica lunga (finale Nurburgring da 250 km/h), l’impianto frenante è a doppio circuito. L’assetto è stato fatto su pneumatici Dunlop Racing con cui l’auto ha corso unicamente la gara inaugurale del campionato Masters Historic Racing 2018 a Imola.

E’ installato un roll-bar imbullonato con traverse laterali e, infine, l’impianto d’estinzione fisso a completamento dell’equipaggiamento di sicurezza secondo normative FIA.

A corredo della vettura, oltre al cofano anteriore in lamiera viene consegnata una coppia di sedili sportivi tipo Recaro in skai e pied-de-poule bianco e nero.

Vettura regolarmente targata (targhe arancioni con provincia) e revisionata, dotata di HTP FIA valido fino al 2028.

Si tratta della massima evoluzione del modello 911 S “passo corto” con motore 2000 a carburatori: in Italia questo modello può correre nel primo raggruppamento salita e rally, nel secondo raggruppamento in pista, oltre che nelle più prestigiose manifestazioni internazionali tra cui i campionati Masters Historic Racing, Peter Auto e competizioni come Le Mans Classic, Tour Auto, Nurburgring Classic e Modena 100 ore. Si tratta di un esemplare che può essere facilmente convertito per uso stradale o anche per manifestazioni di regolarità sport.

L’auto ha documenti italiani e può essere vista previo appuntamento vicino Padova.

Maggiori dettagli su www.gulfblue.it

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 This Porsche 911 is one of the very first samples S produced, precisely the 22nd November 1966 and delivered in Ravenna (Italy) to its first owner at the beginning of 1967. The car was ordered in Polo red with black leatherette and black/white hounds tooth cloth; as option the car had the auxiliary Webasto heater and the seat belts.

After different owners, in the late 80’s the car was used for historic racings in Italy as 911 ST, before being purchased by the current owner who started a total restoration of this rare “Short Wheel Base”, according to FIA G1 GTS (Group 4) 1970 specs.

The car still has the original doors and front lid (with the last three digits of the VIN number stamped), original green instruments, glasses and many body parts. The paint had been fully removed and the chassis was cataphoresis treated and repainted in its original colour; the rear flares were sightly enlarged to house 7” wheels, as permitted by the period homologation form. Beside the original steel one, the car currently mounts a fiberglass front bonnet with the hole for the “endurance” fuel tank cap and a couple of Cibié additional headlamps.

Engine and gearbox – “matching numbers” – had been fully overhauled and prepared according to racing specs: the engine is the double spark plug version, double front radiator, polished ducts, balanced driveshaft, piston rods and pistons. The gearbox has a long final drive (“Nurburgring”, top speed 250 km/h) and limited slip differential. Twin circuit braking system. Suspension setup developed on Dunlop racing tyres. The car raced the opening event of Masters Historic Racing at Imola in 2018.

Bolted roll-cage with side protections, integrated extinguishing fire system and racing fuel tank complete the compulsory FIA equipment.

Together with the car there is the steel front lid and a couple of sport seats Recaro-style finished in black/white hound’s tooth.

The car has italian title and license plates; the FIA HTP expires in 2028.

This is the most advanced evolution of a SWB 911 S with 2 liters carbs engine: it could race on hillclimbs, rallies and track races including some of the most prestigious events such as Masters Historic Racing, Peter Auto, Le Mans Classic, Tour Auto, Nurburgring Classic or Modena 100 ore. This 911 S could be easily converted to a street legal car or it could be even used for regularity races.

It has Italian title and could be seen by appointment near Padova.

Further details on www.gulfblue.it

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